La filosofia occidentale sin dal tempo dei suoi esordi, e la filosofia politica in particolare dall’età moderna, si sono sempre preoccupate di governare il flusso caotico degli eventi imponderabili e contingenti attraverso un taglio di stabilizzazione che lo imbrigliasse incanalandolo verso una struttura di stabilità a cui si è dato il nome di stato, nonché attraverso una forma di pensiero statuale che pre-apprestasse gli strumenti di razionalizzazione al fine di governare l’anarchia del pensiero riducendola a griglie concettuali standardizzabili, prevedibili, ricorsive, ripetibili (il sapere scientifico nelle sue varie discipline di esattezza) ovvero a schemi categoriali di cui enunciare con piglio assertorio l’indiscutibilità di una verità speculativamente affermata (il sapere filosofico nella sua pretesa fondativa di verità metafisiche). Leggi il seguito di questo post »
Archivio per la categoria ‘2.Governance’
È molto diffusa l’idea di Stato come sfera neutrale designata a governare il bene comune. Molto meno si pensa allo Stato come luogo di potere gestito da “élites” – altrimenti chiamati “poteri forti” – che dettano la finalità collettiva, ossia l’idea in vigore di bene comune. Prudentemente poco visibili, si tratta di nomi che ricorrono – sempre gli stessi – nelle proprietà industriali, nelle proprietà dei giornali, delle televisioni e delle squadre di calcio, nei consigli di amministrazione delle banche ed in quello di Confindustria… Ad essi fanno anche riferimento potenti lobby presenti nel Parlamento in grado di condizionare pesantemente l’attività legislativa ed una lunga teoria di politici da sempre legati da fedele empatia all’una o l’altra famiglia proprietaria.
Governance e governamentalità
Pubblicato da UCC su 25 Maggio, 2007
Pubblicato su 2.Governance, a. LA RETE | 2 Commenti »