Il Forum UCC

per uno stile di vita basato sulla condivisione della conoscenza

Archivio per Maggio 2007

Governance e governamentalità

Pubblicato da UCC su 25 Maggio, 2007

La filosofia occidentale sin dal tempo dei suoi esordi, e la filosofia politica in particolare dall’età moderna, si sono sempre preoccupate di governare il flusso caotico degli eventi imponderabili e contingenti attraverso un taglio di stabilizzazione che lo imbrigliasse incanalandolo verso una struttura di stabilità a cui si è dato il nome di stato, nonché attraverso una forma di pensiero statuale che pre-apprestasse gli strumenti di razionalizzazione al fine di governare l’anarchia del pensiero riducendola a griglie concettuali standardizzabili, prevedibili, ricorsive, ripetibili (il sapere scientifico nelle sue varie discipline di esattezza) ovvero a schemi categoriali di cui enunciare con piglio assertorio l’indiscutibilità di una verità speculativamente affermata (il sapere filosofico nella sua pretesa fondativa di verità metafisiche). Leggi il seguito di questo post »

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precisazioni sulla bozza Osservatori

Pubblicato da UCC su 15 Maggio, 2007

Condivido le perplessità di Tommaso sulla capacità della “società civile” di rimediare all’indebolimento della dimensione statuale (comprovato, fra l’altro, dalla scarsa ricettività mostrata da questi ambienti per la proposta UCC, che fa sua invece sua questa preoccupazione). Se la bozza Osservatori dà adito a questa lettura, prego Tommaso di segnalare le parti che andrebbero modificate. Leggi il seguito di questo post »

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Sulla premessa teorica dell’UCC

Pubblicato da UCC su 9 Maggio, 2007

Mi pare che ci sia, nell’impostazione teorica del documento “La rete UCC”, una fiducia molto marcata nei confronti delle comunità locali, oggetto di conoscenza privilegiato e soggetto trasformativo, leva fondamentale di un processo di cambiamento alternativo allo status quo. A mio avviso la riflessione sulla nostra attuale società e, conseguentemente, la formulazione di proposte operative non possono non tenere conto del ruolo dello Stato (nelle sue articolazioni centrali e locali) quale agente positivo di condivisione della conoscenza e di programmazione di iniziative di sviluppo.
Naturalmente non dico che nel documento UCC non ci sia una considerazione della dimensione stauale e sovrastatuale (Osservatorio europa), ma ritengo che sul piano teorico ci sia una valutazione eccessivamente ottimistica circa le virtù della “società civile” , intesa nel senso delle forze economiche e sociale (imprese profit e non profit, associazionismo etc.) che operano al di fuori delle Stato.

Rispetto a ciò penso che tali forze operando nel mercato non possono realizzare una cooperazione di saperi finalizzata al bene comune, perché la cooperazione che si svolge nel mercato è una cooperazione tra soggetti che sono mossi dal perseguimento del proprio fine utilitaristico, la vendita di beni e servizi, anche quando il contenuto di questi beni e servizi abbia una valenza etica e politica (es. i cosiddetti beni relazionali: servizi alla persona, assistenza; il commercio equo e solidale). In sostanza, tutte le organizzazioni che operano nel mercato devono necessariamente subordinare il perseguimento dei propri obiettivi – quando essi non coincidono con il mero profitto – alla vendita dei beni e servizi che producono, per evitare la fine stessa dell’organizzazione: condividendo gratuitamente il proprio sapere sia in termini di prodotto, sia in termini di know how dell’organizzazione, rischierebbero di fallire! Leggi il seguito di questo post »

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